Corsi di Scultura e ceramica  -  Stage di scultura modellata in Sicilia - La Creta

 
 
 

 

    vedi foto di Catania e dintorni

 

   

 

Nicolosi

La storia di Nicolosi, detta anche Porta dell'Etna, deve il suo nome al monastero Benedettino di San Nicolò d'Arena.

Il paese si trova in una zona di montagna nella parte meridionale del vulcano; in passato la popolazione fu costretta più di una volta ad evacuare il territorio a causa delle eruzioni. Tra gli eventi sismici più catastrofici si ricordano quelli del 1536 e 1537 che distrussero la zona abitata, ricostruita nella stessa posizione.
Nel settore monumentale: la Chiesa Madre, la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie ed il Monastero Benedettino. Un'altra particolarità di Nicolosi sono gli oggetti in legno, esposti ogni anno durante la Mostra-Mercato dell'artigianato senza dimenticare la buona cucina siciliana.

 
 

Acicastello, distante poco più di 10 Km da Catania, è un piccolo borgo marinaro situato sulla costa orientale della Sicilia, nel tratto chiamato Riviera dei Limoni. Questo tratto di litorale, oltre ai numerosi limoni, è ricco di agavi e palme. Il paese vanta una ricca produzione di agrumi, olive, uva, mandorle e cereali.

Acicastello nel corso degli anni si è trasformato in una prestigiosa meta turistica e balneare pur mantenendo intatte le sue antiche origini. Di notevole interesse architettonico sono il monumentale Castello normanno del XI secolo, costruito sule rocce di origine lavica e la Chiesa Madre con gli affreschi di Pietro Vasta (1697-1760).
Il luogo è fortificato fin dai tempi dei Romani quando sorgeva la Rocca Saturnia. Più volte distrutta venne riedificata da re Tancredi nel 1189. Sotto i Borbone (1787) la Fortezza venne adibita a prigione. Dalla cima si gode di una magnifica vista di Acitrezza coi Faraglioni dei Ciclopi e l'Isola Lachea.

Il castello ospita ancheun piccolo Museo Civico a carattere didattico che riunisce minerali e reperti archeologici.

 

Gole dell'Alcantara

L'interno delle gole dell'Alcantara, é percorribile quando l'acqua è bassa da maggio a settembre. Il resto dell'anno si può solo arrivare all'imbocco per vederne l'ingresso.

Vi si può scendere dal livello stradale anche in ascensore. C'è anche la possibilità di fare agricampeggio in apposite piazzole.
Il nome del fiume, e della valle omonima, Al Qantarah, risale al periodo della dominazione araba e si riferisce a un ponte ad arco costruito dai Romani e capace di resistere alle irrompenti piene del fiume che ancora oggi offrono uno spettacolo affascinante.
La discesa a piedi permette di avere una bella vista d'insieme della parte iniziale delle gole. Arrivati al letto del fiume le pareti stringono in mezzo una lingua d'acqua e si presentano in tutta la loro ambigua bellezza: nere strutture geometriche che si ergono una di fronte all'altra e si rincorrono verso il cielo.

Un capitolo del poema epico figurativo

IL MONTE GEBEL

è dedicato al Castello di Aci. 

 

Le città tardo barocche della Val di Noto Patrimonio dell'Umanità UNESCO

 
         
 

 Caltagirone

  

Le origini di Caltagirone sono antichissime. Nel IX secolo fu occupata dagli Arabi che ebbero un ruolo determinante per città, soprattutto nei settori urbano ed economico. Nel 1693 fu distrutta da un violento terremoto e ricostruita in stile barocco.
Il nome di Caltagirone, Rocca dei Vasi, trae origine dalla ricca produzione vascolare.
La ceramica calatina è presente come decoro nei muri di cinta, di facciate, di chiese e palazzi.

 

 

 Mascalucia

 

 

 

 

Il nome Mascalucia deriva dal greco bizantino Màscale (ascelle) per gli anfratti che ci sono nel territorio, mentre Lucia, fu aggiunto in onore della Santa protettrice della città.
Il centro storico, risalente al XVIII secolo, si snoda lungo la via Etnea. Sulla strada sorgono la chiesa di San Vito, patrono della città, la chiesa Madre dedicata a Maria SS. della Consolazione e la chiesa di San Nicola. Notevoli alcune facciate di palazzi gentilizi, quali Palazzo Rapisardi e Palazzo Cirelli. Nelle stradine circostanti sono presenti antichi portali.

 
 
 

Catania

   Catania, la città dell'elefante, è la seconda della Sicilia per importanza e grandezza. Adagiata sul mare Ionio ai piedi del vulcano attivo dell'Etna, costruita sulla lava e rinata nello stesso luogo dopo le eruzioni del 1669 e 1693. Il suo stemma è un elefante di lava, posto ad ornamento della fontana monumentale di piazza Duomo. L'elefante era oggetto di culto in un tempio di riti orientali all'interno della città consacrata a Iside, portata per mare dall'Egitto con le armate dei Siracusani che la conquistarono nel 476 a.C. e le mutarono il nome da Katane in Aitna.
La rappresentazione dello stemma vede l'elefante sormontato da una "A" che gli studiosi più accreditati pensano  sia riferita alla dinastia aragonese e alla santa patrona, Agata. Con gli aragonesi Catania fu sede del Siciliae Studium Generale, l'Università più antica dell'isola, fondata nel 1434 da Alfonso il Magnanimo. Nel corso della storia la città passò, con tutta la Sicilia, dal dominio spagnolo a quello di casa Savoia, poi agli Austriaci e infine alla dinastia dei Borbone.

L'interesse monumentale e architettonico ruota attorno agli edifici della ricostruzione del XVIII secolo. La Fontana dell'Elefante si staglia sulla vista della Cattedrale in piazza del Duomo. La Cattedrale venne realizzata nel 1736 dall'architetto Giovan Battista Vaccarini e contiene i sepolcri dei re aragonesi e la tomba di Vincenzo Bellini. Dedicata alla Patrona della città Agata, fu costruita sui resti delle romane Terme Achilliane.

Accanto alla Cattedrale fu aperta Porta Uzeda (dal nome del Viceré che ordinò al duca di Camastra la ricostruzione della città), attraverso cui si giungeva al mare ed ora al Giardino Pacini. La città gode oggi della presenza di una lunga striscia sabbiosa bagnata dal mare, la Plaja dove in estate si è soliti prendere i bagni, confortati dalla presenza di un ricco boschetto di pini mediterranei. In direzione di Siracusa si trova il Parco del Simeto di rara bellezza. La città deve tutto, la vita e la morte, all'Etna, il vulcano più alto d'Europa con i suoi oltre 3300 metri d'altezza.

 
     

Trecastagni è un piccolo centro agricolo-commerciale. Gli abitanti attribuiscono il nome del paese ai tre santi Patroni, Alfio, Filadelfo e Cirino, detti tres casti agni, ovvero i tre casti agnelli anche se la vera origine di Trecastagni non è di carattere religioso ma di natura botanica. L'economia del paese si regge sulle attività agricole, in particolare la produzione di frutta e castagneti. Un'altro elemento che aumenta le risorse economiche del paese è il turismo. Gli amanti dell'arte possono ammirare la Chiesa Madre, il Palazzo del Principe, la Chiesa del Bianco e quella del Purgatorio.
Importante è anche la chiesa dedicata ai Santi Patroni che vengono omaggiati ogni anno con la "Processione dei Nuri". Un evento svolto la notte tra il 9 e il 10 di maggio dove il reliquario dei Santi viene portato in processione dai membri della confraternita. In questo evento religioso si uniscono provenienti da Catania e da altri paesi dell'Etna detti "nuri" cioè nudi a piedi scalzi con calzoncini e fascia rossa sul petto che per devozione ai Santi portano torce pesantissime.

Acireale è il maggiore dei centri situati sul versante orientale etneo. Il nucleo originario è rappresentato dall'attuale Piazza del Duomo, d'impronta barocca, completata nella prima metà dell'600. Sono i nuovi insediamenti delle strutture religiose dei vari ordini (Domenicani, Cappuccini e Carmelitani) a creare i nuovi poli di sviluppo urbano.
In seguito al terremoto del 1693 viene ricostruita la città sotto le direttive del duca di Camastra e del pittore Vasta. All'ingresso sud della città si trovano le terme di S. Venera che traggono origine dalle terme Xiphonie, forse di origine greca, che i romani potenziarono.
Tra i monumenti più interessanti ricordiamo il Duomo, dedicato all'Annunziata e a S.Venera e che risale agli anni 1597-1618, rimaneggiato poi nel'700; la chiesa settecentesca dei SS.Pietro e Paolo; il Palazzo Comunale in stile barocco; la chiesa di S.Sebastiano caratterizzata da una fastosa facciata barocca; la Biblioteca e Pinacoteca Zelantea, risalente al 1671, è una delle più ricche della Sicilia.

 

 

           

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