3 - I compagnucci

     Anche due compagnucci andavano ogni settimana al mercato per fare le loro spese.

Pietro e Nello si erano conosciuti in un campeggio durante una vacanza in Francia. Erano giovanetti e si erano subito piaciuti un sacco.

Pietro, di origini pugliesi, si era trasferito con la sua famiglia a Marsiglia e si faceva chiamare Yvonne.

Nello, diminuitivo di Giovannello, era di San Giovanni Li Cuti e tutti gli anni andava in Costa Azzurra per le vacanze estive.

Quasi tutti gli abitanti di San Giovanni Li Cuti, già dalla fine degli anni ’50, avevano preso l’abitudine di recarsi in Costa Azzurra per le vacanze estive. Frequentavano la vicina Cannes per via del Festival cinematografico. Stufi di mangiare cozze e cozzula, gustavano le ostriche, bevendoci sopra Champagne. Il Souternes al posto dello Zibibbo, sul dolce.

Eh! Buone forchette quelli di San Giovanni Li Cuti!

Nell'intimità Nello si faceva chiamava Nellino e chiamava Von, Yvonne.

I due ragazzin,i coetanei di circa dodici anni, si erano conosciuti al Camping “Lune d'aoùt”, sul mare di La Ciotat e una di quelle sera che il cielo ospitava una luna tonda e luminosissima, Yvonne, nella sua piccola tenda, vide il palo centrale indebolirsi col pericolo che tutta la tenda gli crollasse addosso.

Chiamò aiuto e arrivò Nello, appena giunto al campeggio, con lo zainetto ancora sulle spalle. In quattro e quattr'otto gli sistemò per bene il palo che dal quel momento in avanti non si mosse più, restando dritto e teso a sostenere la tenda di Yvonne.

 

Dopo quell' occasionale incontro i due non si lasciarono più e, finita la vacanza, si presentarono insieme alle rispettive famiglie.

I genitori dapprima furono molto contenti di questa nuova amicizia che suggellava quasi una vicinanza culturale e geografica, in terra straniera, tra la Puglia la Sicilia - cosa mai vista nella Storia d'Italia e d’Europa - ma quando, poco a poco, cominciò a delinearsi la vera natura di quella amicizia, rimasero stupiti, un po' imbarazzati, scossi e fortissimamente ‘ncazzati.

Successe una sera.

     Le due famiglie, considerata la buona amicizia tra i loro figli, avevano preso l'abitudine di frequentarsi, almeno una volta ogni due mesi. Si ritrovavano a turno, nella casa dell'uno o dell'altro, così, giusto per far frequentare fra loro i rispettivi figli.

Una sera, nella casa pugliese di Yvonne i due ragazzi, finito il pranzo, si alzarono da tavola, come facevano di solito, per andare in camera a giocare con le bamboline, all'insaputa dei loro genitori. Anzi, per evitare che i genitori scoprissero le loro abitudini e le vere intenzioni, avevano tappezzato le pareti delle loro stanze di foto e gigantografie dei più noti campioni di wrestling, boxe e dei più svariati tipi di sport estremi. Disseminavano in giro, nelle loro camere delle rispettive città, guantoni da box, mazze ferrate, giornali e opuscoli di destra – i loro genitori si erano ritrovati insieme anche nel credo politico - e quando non erano nell'intimità camuffavano la loro voce, in genere sottile e acuta, con un tono cupo e roboante, artefatto e volutamente più virile.

Accadde una sera che i due ragazzi andarono insieme in bagno, come facevano di solito quando erano soli, e che per malaugurata sorte, dimenticarono di chiudere a chiave la porta.

Il papà di Yvonne, camionista di mestiere, si alzò da tavola per andare in bagno e aprendone la porta rimase esterrefatto nel vedere suo figlio che puliva il sedere a Nello mentre quest'ultimo teneva il mano il pisello di Yvonne.

Non credette ai propri occhi: li chiuse di colpo e li riaprì. Li richiuse ancora e quando li riaprì per la seconda volta, con scatto fulmineo, li posò sulla carta igienica, stretta nella mano di suo figlio. Si accorse che era imbrattata di marrone e non servì neanche l'odore puzzolente di quella carta per convincerlo che i due non stavano tirando di boxe.

Venite a vedere che bello spettacolo danno in bagno!

Gridò a gran voce dal corridoio.

La sonorità e la concitazione del richiamo fece scattare dalle sedie gli altri tre che si precipitarono di filato dentro il bagno che, pur piccolo e di una casa modesta, riuscì a contenerli tutti, compreso il padre di Nello che era stato scavalcato e che adesso faceva capolino tra la testa di sua moglie e quella del papà di Yvonne.

I due ragazzi, scoperti e basiti, erano rimasti immobili per la paura. Uno con la carta e l'altro col coso nelle mani. L'unico che non si era scomposto, reagendo secondo natura, era l'uccello di Yvonne che, serrato fortemente dentro il pugno di Nello, si era fatto tanto piccolo, da scomparirci dentro.

Buttana do’ cupirtuni do’ m’è camiu!”

Esclamò il papà di Yvonne, camionista.

“Quanto sono carini, sembrano due fratellini.”

Disse la mamma di Nello che sempre scema lo era stata.

“Domani dritti in chiesa a confessarsi.”

Sentenziò la madre di Yvonne facendosi il segno della croce. Da bambina era stata dalle suore ed era rimasta una cattolica bigotta.

Ukn figlo frocio (Un figlio frocio!)

Esclamò il papa’ di Nello, operaio metalmeccanico. “E se lo vengono a sapere i miei compagni alla catena!!??”

Le due famiglie non si rividero mai più ma i ragazzi, crescendo e dopo una pausa di assestamento, ritornarono a quel primo e lontano campeggio più uniti che mai.

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     Al mercato Yvonne vestiva sempre con magliette attillate dai colori sgargianti, specie d'estate, e portava, anche d'inverno, una bandana, sulla testa quasi calva. Amava la natura e gli uccelli, e di quest’ultimi ne aveva collezionato già parecchi durante i suoi lunghi viaggi.

 

Nellino aveva un neo sulla guancia sinistra, portava i capelli a spazzola e tra i due appariva il più virile. Il loro sogno era quello di stare sempre insieme, comprare e curare una propria casa e partecipare al Gay Pride di New York,… almeno una volta nella vita.

La sera a letto, dormivano abbracciati l'uno all'altro, mano nella mano. La mano che non era nell'altra stava sul volatile.

 

'Na manu lava l'autra e tutt’è dui lavunu ‘a facci.