Premessa

 Ne ho dipinti tanti di Mercati regalati e venduti.

Mio figlio Paolo ne cercava uno per la sua nuova casa ma purtroppo non ne avevo più di disponibili ed ero anche stanco di dipingerne altri.

Ma si può dire di no al figlio dopo aver detto di si a tanti?

Durante l'estate, a Mompileri, ne ho dipinto ancora uno che avrei regalato a Paolo per Natale.

Non so perché, ma appena disegnate le due consuete figure centrali, quelle di una coppia con una lei protuberante e un lui suscettibile e guardingo, mi venne in mente di inserire una terza figura con l'idea di creare una relazione immaginaria tra i tre personaggi.

La cosa mi divertì parecchio e mentre disegnavo, in preparazione della pittura, si sviluppò l'idea di descrivere in prosa anche un ipotetico vissuto di altri personaggi.

Nel corso della scrittura mi rendevo piacevolmente conto che stavo rivisitando la mia passata vita catanese, nel ricordo di esperienze vissute, fatti di cui ero venuto a conoscenza e persone con le quali, in qualche modo, avevo intrattenuto rapporti. Il racconto -se così vogliamo definirlo - si è poi arricchito di una consistente ironia fantastica che nel testo definitivo maschera, colora, altera e nasconde i veri protagonisti della mia infanzia.

Non si tratta quindi di un'opera letteraria ma di un personale divertimento che mette insieme, come mia abitudine, matita, colore, forma e parole. Il linguaggio è volutamente retorico e tende a sottolineare alcune caratteristiche della parlata dialettale.

Catania, so bene, non è più quella di Martoglio, né quella di Brancati; tanto meno quella dei miei lontani anni’60, ma il ricordo e la nostalgia possono ancora alleggerire il mio presente, e mi auguro anche quello di altri compagni di strada.

Dafni Michele Abruzzo, cui è dedicato questo scherzo letterario, era un caro amico, attore e drammaturgo di grande umanità e talento, mancato troppo presto alle scene e all’affetto dei suoi tanti amici.

 

Il testo è stato scritto nel 2010 e rivisto nel 2013.

Salvo Cansone