Un progetto per i ragazzi di Villa Angela

Settembre 2014

revisione Novembre 2014

 

Questo documento tratta di una proposta per la realizzazione di un progetto, senza alcuna finalità lucrativa.

E’ stato inviato a diversi gruppi di persone che per vari motivi potrebbero condividerne i contenuti e desiderare di collaborare alla fase esecutiva.

Il Progetto è molto articolato e per la sua realizzazione richiede appoggi e interesse da parte di sostenitori, personalità e Istituzioni.

 

 Gruppi di persone alle quali è stata inviata copia del progetto:

Ex iscritti e attuali appartenenti al Clan dei Ragazzi e loro Dirigenti – Assistenti, animatori e personale di Villa Angela – Amici e estimatori dell’Autore – Professionisti dell’ambiente artistico – Personalità della Cultura – Persone particolarmente attive nel campo del Volontariato – Professionisti con specialità funzionali alla realizzazione del  progetto – Associazioni che potrebbero condividerne i contenuti.

In attesa che vengano costituiti i gruppi di lavoro, le persone e le Organizzazioni che vogliono aderire possono scrivere a  

salvocansone@gmail.com

e scaricare il documento dal sito www.salvocansone.it

 

 

 

 

 

 


 

Un progetto per ragazzi di Villa Angela   Novembre 2014

 

Un incontro di due.

Occhi negli occhi, e volto nel volto.

E quando tu sarai vicino io coglierò i tuoi occhi

e li metterò al posto dei miei.

E tu coglierai i miei occhi e li metterai al posto dei tuoi,

allora io ti guarderò con i tuoi occhi e tu mi guarderai con i miei.

(J.L. Moreno)

 

 

 

San Giovanni La Punta, 27 giugno 2014.

 

Durante la manifestazione per i 50 anni di attività di Villa Angela, un gruppo di residenti di diversa età, si esibiscono in una divertente messinscèna nella quale vengono riproposte le tappe fondamentali del percorso storico della struttura.

 

La rappresentazione, include la poesia di J.L. Moreno e ottiene un grande successo e gli spettatori, me compreso, appaiono visibilmente commossi.

 

 

 

Il ricordo torna prepotente sul finire degli anni ’60, quando in quella stessa struttura dirigevo un laboratorio di ceramica e la memoria …che diventa pericolosa quando attraversa le coronarie, mi suggerisce l’idea che si possa tornare ancora a modellare la creta coi ragazzi di Villa Angela!

La ragione mi invita a riflettere sull’opportunità di questa idea: i tempi, la fatica, i costi, l’organizzazione, la voglia…ma una volta salito sul palco per un breve intervento, la ragione inspiegabilmente rimane seduta e la mia voce comunica che sarebbe stato bello inaugurare un’altra opera, nella stessa data del 27 Giugno, realizzata dai ragazzi di Villa Angela.

Inoltre, l’incoscienza della passata gioventù, mi porta a dichiarare che per la realizzazione di tale progetto, avrei voluto avere accanto amici del mio percorso artistico e “confratelli” del Clan dei ragazzi.

Ci furono applausi, dopo dei complimenti e in seguito delle dichiarazioni d’impegno.

      Oggi abbiamo due progetti da presentare che, per la loro realizzazione, richiedono impegno e collaborazione da parte di volontari.

In considerazione delle particolari finalità che da sempre il Clan si è prefissato – il Servizio per gli altri- mi auguro di poter trovare condivisione e impegno, principalmente dall’attuale Clan dei Ragazzi e da coloro che un tempo ne fecero parte. 

 

 

  Il primo di questi progetti “L’incontro” è di largo respiro perché prevede un impegno organizzativo molto coinvolgente.

 

L’idea, elaborata insieme a Giovanni Pirrotta, un assistente di Villa Angela, sarebbe quella di realizzare un’opera, vivacemente colorata e dotata di movimento, da collocare all’interno della rotonda antistante l’ingresso di Villa Angela.

 

E’ noto ormai che tali spazi, in alcuni comuni, sono gestiti da privati, che ne garantiscono la manutenzione e l’aspetto estetico, avendone in cambio pubblicità.

Al riguardo si sottolinea che all’interno di Villa Angela opera la Cooperativa Girasole che impegna alcuni ragazzi disabili nella cura e la manutenzione del verde.

Nel nostro caso, più che di una promozione commerciale si tratterebbe di dare visibilità a una Istituzione di alto valore morale e sociale che da tempo opera nel Territorio di San Giovanni La Punta, portandovi dignità e indotto.

Si intuisce la complessità dell’iniziativa e di conseguenza l’impegno richiesto nelle diverse competenze di natura promozionali, esecutive, organizzative ed economiche. A tal fine sarebbe auspicabile la costituzione di un gruppo “Amici dell’Incontro” che si assumesse una parte della responsabilità operativa.


 

La scelta di collocare l’Opera in uno spazio pubblico, non è suggerita da un senso di  protagonismo, quanto dalla opportunità di “portare fuori” una realtà che, ancora oggi purtroppo, suscita in alcuni, un senso di fastidio.

 

 L’INCONTRO - acciaio e ceramica in movimento. Altezza mt. 3/4 ca.

     Progetto di Salvo Cansone- Agosto 2014

 




A chi è indirizzato questo documento?

… si diceva un tempo: “alle persone di buona volontà”,

Oggi vogliamo rivolgerci a tutti coloro che non giudicano prioritarie le ragioni della logica.

Alle persone sensibili all’istinto e a coloro che immaginano come raggiungere la luna con una scala. A coloro che sanno sognare un traguardo.

Nel nostro caso, il traguardo è quello di impegnare alcuni ragazzi disabili per il  raggiungimento di un obiettivo comune che si sviluppa attraverso un uso sapiente dell’attività manuale.

 

L’attività creativa incentiva il dialogo quando è praticata in gruppo, facilità l’espressione delle proprie emozioni e procura un senso di soddisfazione.

.Potremmo dare a questi ragazzi la possibilità di raggiungere un obiettivo comune, con un’attività che sviluppa fiducia in se stessi e senso di partecipazione.

 

La modellazione della creta è stata una delle primarie attività dell’Uomo ed è concretamente legata al concetto di trasformazione, ristrutturazione e riparazione, di cui parleremo più avanti.

  

Perché il CLAN DEI RAGAZZI ?

 

… per egoismo e perché mi piace rituffarmi nel passato.

Perché la coerenza impone il raggiungimento di quegli obiettivi, che immagino ancora vitali in ognuno di noi, che ci eravamo proposti da giovani.

Come prendere un autobus sapendo dove andare, fare qualcosa sapendo che l’altro se l’aspetta o lasciare un segno di testimonianza.

Non so cosa sia diventato il Clan dei Ragazzi durante la mia lunga assenza, ma immagino che di sicuro, se è resistito per tanto tempo, vuol dire che obiettivi e finalità siano rimasti integri.

Il Clan e Villa Angela sono legati a filo doppio, non solo per merito del loro artefice Don Ugo Aresco, ma perché l’uno non poteva esistere senza l’altro. Nel senso che tra le finalità del Clan c’è sempre quell’ obiettivo morale che in Villa Angela trova uno dei propri campi d’azione.

… per egoismo,

perché vorrei che l’opera avesse un tutore: qualcuno che l’accudisse nel tempo e che ne conservasse la memoria dei contenuti, in modo che un padre possa lasciarlo a un figlio.

Perché vorrei che nell’impresa si aggregassero quei vecchi amici del Clan. Quelli che con me hanno condiviso passioni e speranze. Perché vorrei che non ci si ritrovasse solo per una occasionale pizza o una serata estiva. E’ poco?

 

 

 

Il secondo progetto Occhi negli occhi, elaborato anch’esso sulla poesia di Moreno è più modesto e più facilmente realizzabile.

Si tratta di un percorso alternativo al primo, nel caso in cui non si riuscisse a realizzare l’Opera esterna, da collocare in uno spazio interno alla struttura.

Richiede un minor dispendio di energie e può essere realizzato nel laboratorio di ceramica, interno a  Villa Angela,.

 

 

 

Documenti

 

 

INCONTRO

 “Un incontro di due:

occhi negli occhi, volto nel volto.

E quando tu sarai vicino:

io coglierò i tuoi occhi

e li metterò al posto dei miei,

e tu prenderai i miei occhi

e li metterai al posto dei tuoi.

Così io guarderò te con i tuoi occhi

e tu guarderai me con i miei.

Così persino la cosa comune impone il silenzio

e il nostro incontro rimane la meta della libertà:

il luogo indefinito, in un tempo indefinito,

la parola indefinita per l'uomo indefinito.”

(J.L. Moreno 1985)

 

 

Lo Psicodramma è un metodo  che appartiene all'ambito delle Terapie di gruppo, ideato da J. L. Moreno nel 1921. Esso ricorre a un libero gioco drammatico e mira a sviluppare attivamente la spontaneità dei soggetti. L'essenza di questa terapia consiste nell'esteriorizzazione rappresentativa dei vissuti personali, mediante le improvvisazioni sceniche.

Le tecniche dello psicodramma (inversione di ruolo, specchio e doppio) furono ideate per sviluppare la capacità dell'individuo di auto-osservazione e di incontro telico con l'altro, dove per tele si intende una empatia a due vie.

 

Cosa faranno i ragazzi di Villa Angela?

 

Un gruppo di ragazzi, scelti dai loro assistenti, verrà informato della stesura e delle finalità del progetto. I ragazzi potranno alternarsi, avranno sufficienti capacità di base per seguire parte della realizzazione dell’opera.

L’attività principale richiederà capacità manipolative (lavorazione della creta) e decorative (uso di strumenti appropriati); mansioni di natura esecutiva, spostare, portare, verificare, catalogare ecc. Attività che sviluppano senso di responsabilità e di condivisione,

I ragazzi realizzeranno tutte le parti in ceramica del progetto e seguiranno il lavoro complessivo fino alla gratificazione finale del raggiungimento dell’obiettivo.

 

Si tratta quindi, di un’attività di gruppo che incentiva e favorisce il dialogo in uno spazio condiviso e che consente una vita di relazione e di confronto interpersonale.

  

L’attività creativa, se ben condotta, fa emergere le proprie emozioni, procura un senso di soddisfazione e sollecita la riflessione su se stessi; suscita un senso di fiducia in se stessi e migliora le proprie capacità.

La manipolazione della creta è un’attività rilassante, sensoriale e altamente appagante. Un’esperienza utile per riappropriarsi di arcaiche sensazioni emotive, legate alla prima infanzia: toccare, stringere, bagnare.

 

 L’atto stesso del modellare è strettamente legato al concetto di trasformazione, ristrutturazione e de-ristrutturazione. Una delle azioni più interessanti per ottenere forme non precostituite, casuali ed espressive.

 

All’attività realizzativa del progetto, il cui lavoro manipolativo può risultare, per alcuni ragazzi, tradizionalmente esecutivo, si può affiancare, con la collaborazione di personale adeguato, un laboratorio-stage creativo di manipolazione, che possa far raggiungere ai soggetti, attraverso la pratica di alcune esercitazioni arte-terapeutiche, i requisiti necessari alla realizzazione dell’opera.

 

Grato per l’attenzione

Salvo Cansone

 

 

Novembre 2014